Alessandro mi ha chiesto di scrivere la prefazione di questo libro.
Ho detto sì senza pensarci troppo. E poi ci ho pensato e ho capito
perché avevo detto sì senza pensarci troppo. Perché Alessandro Papini
è una di quelle persone rare che non ha bisogno di spiegarti chi è. Lo
capisci da come guarda i problemi. Non dalla superficie ma
dall'architettura, non dal risultato ma dal meccanismo. È un hacker nel
senso che conta davvero, quello che non ha niente a che fare con gli
schermi verdi e i cappucci neri che il cinema vi ha venduto per trent'anni.
È uno che mette il dito sulla rete elettrica. Per capire quanto fa male.
Ci siamo incontrati in quel territorio di confine dove la sicurezza
offensiva incontra quella difensiva, dove le competenze tecniche si
scontrano con le responsabilità legali, dove chi sa come si rompono le
cose viene chiamato a spiegare come si riparano. In quel territorio, le
persone di cui ti puoi fidare si contano sulle dita. Alessandro è tra quelle.
Non posso dirvi come ci siamo conosciuti. Non posso dirvi in quale
contesto. Ma posso dirvi che in anni di lavoro in ambienti dove la fiducia
è una risorsa scarsa e la competenza è l'unica valuta che conta, ho
imparato a riconoscere le persone autentiche da quelle che recitano
l'autenticità. Alessandro è della prima categoria. Senza discussione.
Questo libro non è un saggio tecnico. Non è un manuale. Non è
nemmeno, nel senso stretto del termine, un libro di divulgazione. È
qualcosa di più scomodo. È il tentativo onesto di spiegare al grande
pubblico come funziona davvero il mondo digitale in cui vivete, non
come vi hanno detto che funziona, non come vorreste che funzionasse,
ma come funziona. Con tutti i suoi meccanismi, le sue ombre, le sue
zone grigie che i media non hanno né il tempo né l'interesse di
raccontare con la precisione che meritano.
Alessandro lo fa con una qualità che in questo settore è rara quasi quanto
la privacy digitale: l'onestà.
Non si nasconde dietro la complessità tecnica per sembrare più
importante. Non semplifica fino a mentire. Non rassicura quando non
c'è motivo di rassicurare. Dice le cose come stanno e le dice in un modo
che chiunque può capire, senza perdere la sostanza. Vi avverto però. Se
cercate un libro che vi lasci tranquilli, chiudetelo adesso e risparmiatevi
il tempo. Quello che troverete qui dentro non è rassicurante. Non
perché Alessandro voglia spaventarvi ma perché la realtà del crimine
digitale, della sorveglianza, della vulnerabilità sistemica in cui vivete ogni
giorno non è una realtà rassicurante. È una realtà che richiede
consapevolezza. E la consapevolezza, come sanno bene a Napoli, fa
sempre un po' male prima di fare bene.
'A verità fa male, ma è 'a sola cosa ca guarisce. La verità fa male. Ma è l'unica
cosa che guarisce.
Ecco cosa fa questo libro: vi dà gli strumenti per vedere ciò che
preferireste non vedere. Per capire i meccanismi che preferireste
ignorare. Per prendere decisioni sulla vostra sicurezza, sulla vostra
privacy, sui vostri dati con gli occhi aperti invece che chiusi.
Non vi chiede di diventare esperti. Vi chiede di smettere di essere
ciechi.
E questo, nel mondo in cui viviamo, è già un atto di resistenza.
Edward Snowden ve lo ha detto nel 2013. Il mondo ha ascoltato per sei
mesi. Poi ha dimenticato tutto e ha scaricato TikTok.
Alessandro ve lo sta dicendo adesso. Leggete con attenzione. Perché
questa volta potreste non avere una seconda occasione per sentirlo.
'O pericolo cchiù gruosso è chillo ca nun vulimmo vedé. Il pericolo più grande è
quello che non vogliamo vedere.
Z0rg — Alpha Team